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Il proverbio del giorno: "Gente de marina..."

Lo si sente ancora oggi nell'entroterra, pronunciato da chi almeno una volta è rimasto deluso da "cheli da marina".



   di Enzo Iorio   

La Liguria ha almeno due anime: quella che si affaccia verso sud e s'inebria del profumo salmastro del Mare Ligusticum e quella che guarda verso le cime prealpine e affonda lo sguardo nel verde intenso dei boschi, una volta sacri al dio Bormano.

Sin dai tempi antichi non sono mancati episodi più o meno gravi di incomprensioni e conflitti che hanno portato certe convinzioni a sedimentarsi fino a diventare dure come rocce, impossibili da scalfire ancora oggi, perfino armati di un robusto piccone.

Uno dei proverbi dialettali che la dice lunga su quanto questa diffidenza alberghi soprattutto tra gli abitanti dell'entroterra nei confronti dei rivieraschi (spesso chiamati anche "furesti") recita così:

Gente de marina, daghe a man e siraghe a schina!

 Che tradotto in italiano corrente suona: "Gente di mare, dagli la mano e giragli la schiena!"

Per fortuna, nella maggior parte dei casi, questo è solo il rimasuglio di un passato remoto e, forse, superato, ma non è raro, girando per i carrugi di certi paesini vallivi, o entrando in qualche vecchia osteria, cogliere questa espressione tra due avventori che seduti al banco se la palleggiano tra "un gotu e l'autru de chelu bòn".




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