domenica 30 aprile 2017

Ventimiglia, tutte le notizie sulla manifestazione per la solidarietà del 30 aprile 2017

La nostra rassegna stampa: foto e video della manifestazione "Per la solidarietà - Contro l'Intolleranza".



Ventimiglia : tutte le foto e i video della manifestazione "Per la solidarietà - Contro l'Intolleranza". Circa 300 i partecipanti. Petrini: "Asilo va esteso ...
30.04.2017 15:11:15
Ventimiglia - Al grido di `Solidarite´ pour le sans papier', `Siamo tutti clandestini´ e `Nessuno e´ stranierò oltre duecento attivisti dei centri sociali ...
30.04.2017 13:33:09
Al grido di 'Solidarité pour le sans papier', 'Siamo tutti clandestini' e 'Nessuno è straniero' oltre duecento attivisti dei centri sociali italiani e francesi ma ...
30.04.2017 13:18:45
Intervento conclusivo della manifestazione (Leggi qui : Ventimiglia La manifestazione di solidarietà pro migranti la cronaca della giornata) di ...
30.04.2017 12:11:15
Ventimiglia . Arci, Sinistra Italiana, Spi-Cgil, PRC e tante altre sigle italiane e francesi hanno partecipato alla manifestazione indetta questa mattina a ...
30.04.2017 10:52:30
Per ora si registra la presenza di Massimo Torelli, organizzatore, e di Carlo Petrini. Non… Continua la lettura su Sanremo News ...
30.04.2017 9:45:00
E' iniziata da poco in piazza della Stazione a Ventimiglia la manifestazione 'Per la solidarietà – Contro l'intolleranza' alla quale prenderanno parte ...
30.04.2017 9:45:00

Le più belle fotografie di Ventimiglia

"Per la solidarietà, contro l’intolleranza", inizia da Ventimiglia la campagna per la solidarietà

Le ragioni della solidarietà. Pubblichiamo il comunicato stampa ufficiale degli organizzatori, con i nomi e le sigle delle adesioni

Comunicato stampa

PER LA SOLIDARIETÀ, CONTRO L’INTOLLERANZA

Prima tappa
Ventimiglia, domenica 30 aprile 2017, ritrovo ore 12.00 - Stazione ferroviaria


Dar da mangiare a chi ha fame è, da sempre, il gesto fondamentale della solidarietà. È ciò che fonda una comunità di uguali. Punire la solidarietà o impedirne l’esercizio, qualunque ne sia la ragione, mette in pericolo i principi e i valori minimi di umanità e di civiltà.
Per questo ci preoccupa e ci indigna l’avvenuta incriminazione a Ventimiglia, nel marzo scorso, di alcuni volontari francesi, denunciati per il reato di cui all’articolo 650 del codice penale (“inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”) per avere distribuito cibo a migranti contravvenendo al divieto previsto nell’ordinanza 11 agosto 2016 del sindaco della città, revocata solo nei giorni scorsi. E tanto più ci preoccupa e indigna il contesto in cui questa vicenda si colloca: un contesto in cui si moltiplicano ordinanze e divieti analoghi, che trovano la loro “legittimazione”, da ultimo, nel decreto legge n. 14/2017 (il cosiddetto decreto Minniti) in cui, evocando la tutela di un non meglio precisato “decoro urbano”, si attribuiscono ai sindaci enormi poteri sulla libertà delle persone più vulnerabili. E ciò mentre, sul confine, italo-francese crescono i processi contro chi sostiene e appoggia la libertà di circolazione dei migranti, processi che vedono in questi giorni imputati Francesca Peirotti a Nizza e Felix Croft a Imperia
Non è questa la strada indicata nella storia della parte migliore dell’umanità e nella Costituzione repubblicana il cui articolo 2, oltre a «riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo», richiede esplicitamente a tutti «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale».
Per affermare questi principi è necessaria una campagna per la solidarietà, contro l’esclusione e l’intolleranza. Cominciamo a Ventimiglia il 30 aprile. Sarà un’occasione di incontro di italiani e francesi.  Un’occasione per opporci alla criminalizzazione della solidarietà, che colpisce proprio chi cerca di sopperire alle lacune delle istituzioni. Un’occasione, dopo che un primo risultato è stato raggiunto con l’avvenuta revoca dell’ordinanza sindacale dell’11 agosto 2016, per chiedere un’inversione della linea politica sottostante ai decreti legge degli ultimi mesi in tema di immigrazione e sicurezza e per contribuire a costruire una mobilitazione diffusa e una rete di sostegno all’accoglienza in tutte le sue manifestazioni.

30 aprile 2017

Livio Pepino (magistrato e saggista),
René Dahon (Association Roya citoyenne),
Marco Revelli (storico e politologo),
Cédric Herrou (attivista)

don Luigi Ciotti (Gruppo Abele e Libera),
Domenico Chionetti (Comunità San Benedetto al Porto)
Riccardo De Vito (Magistratura democratica)
Monica Di Sisto (Campagna Stop TTIP)
Anna Falcone (Comitato per la democrazia costituzionale)
Carlo Freccero (autore televisivo e scrittore)
Patrizio Gonnella (Coalizione italiana per le libertà civili e Antigone)
Mariarosaria Guglielmi (Magistratura democratica)
Roberto Lamacchia (Associazione Giuristi democratici)
Gad Lerner (giornalista e scrittore)
Luigi Manconi (sociologo, A buon diritto - Associazione per le libertà)
Susanna Marietti (Antigone)
Lidia Menapace (staffetta partigiana, femminista e saggista)
Tomaso Montanari (storico dell’arte, Libertà e giustizia)
don Fredo Olivero (Caritas Migranti)
Moni Ovadia (attore teatrale, drammaturgo e compositore)
Gianni Tognoni (Tribunale permanente dei popoli)
Massimo Torelli (attivista)
padre Alex Zanotelli (missionario comboniano)
Francesca Chiavacci, Filippo Miraglia e Walter Massa ( Arci)
Erri De Luca ( scrittore,
Carlin Petrini ( fondatore Slow Food)



Hanno aderito
MAURIZIO ACERBO segretario nazionale PRC, DANIELA ALFONZI consigliera comunale Torino, CICCIO AULETTA consigliere comunale Pisa, MAKIS BALAOURAS deputato di SYRIZA, ENZO BARNABA' scrittore- Ventimiglia, GIOVANNI  BOSCO  presidente  dell’ANPI  di Alessandria, YANIS BOURNOUS segreteria politica e responsabile internazionale di SYRIZA, JOSE' BOVE' Confédération   Paysane  - Francia, BEATRICE   BRIGNONE   deputata,   CARLO   CEFALONI giornalista, PIPPO CIVATI segretario nazionale di Possibile, ROBERTO CORNELLI, Professore di Criminologia, Università di Milano-Bicocca, NATALE  CUCCURRESE, presidente Partito del SUD,  GIUSEPPE DE MARZO portavoce di Numeri   pari",   PAOLO   FERRERO   vicepresidente del   partito   European   Left,   ELEONORA FORENZA europarlamentare,  NICOLA  FRATOIANNI  segretario  nazionale  di Sinistra  Italiana, MARIO  FRUSI  presidente  di  ISDE  Cuneo, HARIS  GOLEMIS   direttore  dell’“Istituto   Nikos Poulantza” e membro di Transform, LEOPOLDO GROSSO vicepresidente del Gruppo Abele, FRANCO  IPPOLITO  presidente  del  Tribunale  permanente dei  popoli,  PAVLOS  KLAVDIANOS direttore del giornale “Epohi” - Grecia, KOSTAS KARRAS, coordinatore di “Solidarietà di Pireo” – Grecia, ADRIANO LABBUCCI consigliere municipio Roma I, ROBERTO LODDO direttore de Il Manifesto  sardo,  DIEGO  LOVERI  segretario  Generale  di  Unità  Democratica  Giudici  di  Pace Onorari, ANDREA  MAESTRI  deputato,  CURZIO MALTESE, europarlamentare, SAMUELA  MARCONCINI  consigliera comunale  Empoli, UGO MATTEI giurista e saggista, CARLA NATTERO, Sinistra Italiana Liguria, LUIGI PANDOLFI giornalista, DIMITRIS PAPADIMOULIS vicepresidente del Parlamento europeo, LUCA PASTORINO deputato, MARCO RAVERA, PRC Liguria, MICHELE RIVASI europarlamentare - Francia, ANTONIA ROMANO consigliera comunale Trento, ELLY SCHLEIN europarlamentare, BARBARA SPINELLI europarlamentare, VALERIE TOMASINI consigliera dipartimentale  06 (Roya,  Bévéra,  Paillons), GIACOMO  TROMBI  consigliere  comunale  Firenze, LORENZO TRUCCO, presidente Associazione studi giuridici sull'immigrazione, MARIE CHRISTINE  VERGIAT  europarlamentare  - FRANCIA,  GIANLUCA  VITALE copresidente Legal Team Italia, RIZIERO ZACCAGNINI sindaco di Tocco da Casauria, JACOPO ZANNINI consigliere circoscrizionale Trento
Antonio Acri, Vittorio Agnoletto, Lorenzo Alberghini, George Alexandre, Maurizio Alfano, Valeria Allocati, Maria Paola Aloi, Maura Angeli, Massimo Angrisano, Renata Attolini, Anton Auer, Gemma Azuni, Sergio Balestra, Massimo Balestrazzi, Alessandra Ballerini, Daniele Barbieri, Piero Basso, Leonardo Becheri, Giuliana Beltrame, Baskim Bertisa, Olga Bertaina, Moreno Biagioni, Gabriella Bianco, Costanza Boccardi, Maria Luisa Boccia, Maurizio Bongiovanni, Franco Borghi, Franco Calamida, Loris Caldana,  Martina Camarda, Anna Camposampiero, Antonio Canalia, Maria Giulia Cantiani,  Mirko Carotta,  Marianna  Cassetti,  Luciano  Cataffo,  Sara  Catalano, Andrea  Cemin, Roberto Ciccarelli, Alessandra Ciccarelli, Laura Cima, Roberto Cipollone detto Ciro, Stefano Cò, Marino  Cofler, Maria  Chiara  Consigli,  Mirko  Corradini,  Roberta  Corradini, Donatella D’Amico, Angela D’Andre, Kuigi Danzi, Giuseppe De Mauro, Lucilla De Vito Franceschi, Raffaella De Vito Franceschi, Emi Della Monica, Cristina Donati,  Graziella Facchinelli,  Roberta Fantozzi, Aniello Nello Fierro,Giovanna Fierro, Grazia Francescatti,  Manuela Frosi, Gigi Gadotti, Luisa Gaetti, Stefano Galieni, Gigi Garelli, Guido Gasperotti,  Marta Gatti, Naria Cristina Giacomenlli, Mauro Giampaoli, Alfonso  Gianni,  Italo  Giongo,  Tiziano  Giongo, Chiara  Giunti,  Annamaria  Gobbetti,  Francesca Gobbo,  Elisabetta Grande,  Barbara  Grandi,  Celeste  Grossi,  Tiziano  Grottolo, Athos  Gualazzi, Marcello  Guerra,  Daniele  Ioriatti,  Roberto Iraci,  Sergio  Job,  Michele  Lafortezza,  Francesco Largher, Paola Lazzaro, Lucia Lizzadro, Paolo Lizzadro, Lavinia Lopez, Francesco Lucat, Teresa Maffeis, Anna Maria Magrelli, Caterina Manganella, Paolo Mannias, Vera Masoero, Gianfranco Mazzeo, Elena Mazzoni, Lorenzo Mazzucato, Paola Mazzucchi, Luigi Meconi, Paola Mengarda, Marisa  Miceli,  Ersilia  Monti,  Francesco  Morandini,  Roberto Morea,  Alessandro  Moretti,  Pietro Moretti,  Cristina  Moser, Giovanni  Murgia,  Roberto  Musacchio,  Giuseppe  Musolino, Socrates Negretto,  Michele  Negro,  Ferruccio  Nobili,  Daniela Padoan,  Argiris  Panagopoulos,   Giuliano Pantano,  Luciano Passerini,  Giuseppe  Picchianti,  Marzia  Platania,  Giordano Pontalti,  Chiara Prascina,  Giuseppe  Pullia,  Andrea  Rigotti, Patrizia  Rigotti,  Chiara  Rizzi,  Giulia  Rodano,  Rosa Rolando, Maria  Paola  Rottino,  Carla  Maria  Ruffini,  Margherita,  Russo, Maria  Saja,  Domenico Sanino,   Luigi  Santese,   Piera Santoianni,   Bia  Sarasini,   Geni  Sardo,  Luciano   Scaramuzza, Giovanna  Seddaiu,  teresa  Serra  Cassano,  Assunta  Signorelli, Michelangelo  Spagnolli,  Luca Spagnolli,  Ugo  Sturlese,  Raffaele Tecce,  Morena  Terraschi,  Franco  Tessadri,  Roberto  Testa, Mattia Tomasi, Daniela Tonolli, Maria Rita Topini, Daniela Torro, Luca Trasarti, Patrizia Traversa, Mario Tretola, Gianluigi Trianni, Monica Trotter, Tommaso Ulivieri, Waris, Umer,  Fulvio Vassallo Paleologo,  Simonetta  Venturini,  Elena  Verdile,  Gabriele Vesco,  Guido  Viale,  Spartaco  Vitiello, Mario Voltolini, Anna Zappa, Anna Zumbo

E le realtà collettive
ALTRA  EUROPA  CON  TSIPRAS, ARCI, ASGI, ASSOCIAZIONE  ANTIGONE,  ASSOCIAZIONE ASOLAPO ITALIA, EMMAUS ITALIA,   LEGAL TEAM ITALIA, OSSERVATORIO MIGRANTI BASILICATA, PARTITO DEL SUD-MERIDIONALISTI PROGRESSISTI, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, POSSIBILE, RETE DELLE CITTA' IN COMUNE, SINISTRA ITALIANA
ACLI IPSIA Cuneo, ALTRA TRENTO A SINISTRA, ASSOCIAZIONE POLITICO CULTURALE AURORA Milano, ASSOCIAZIONE IL MARSUPIO DELLA SOLIDARIETA’ Roma/ Milano, ASSOCIAZIONE   LIBERA  Cuneo,  ASSOCIAZIONE   PER  LA DEMOCRAZIA   Nizza, ASSOCIAZIONE PER LA PACE E LA NON VIOLENZA Alessandria, ASSOCIAZIONE PER UN'EUROPA DEI POPOLI Castrovillari, ASSOCIAZIONE POPOLI IN ARTE Sanremo, ASSOCIAZIONE REFUGGESCART Roma, ASSOCIAZIONE UN'ALTRA STORIA Varese, CASA INTERNAZIONALE   DELLE DONNE  Roma,  CENTRO   DI  FORMAZIONI   MILTON  SANTOS- LORENZO MILANI   Cuneo,   CGIL   Cuneo,   COLLETTIVO   MAMADOU   Bolzano, COMITATO  FERROVIE LOCALI Cuneo, COMMISSIONE GIUSTIZIA E PACE DIOCESI Cuneo COMPARTIR GIOVANE  Cuneo  COMUNITA'  DI MAMBRE Cuneo,  CUNEO  PER I BENI COMUNI,  ESULI  IN PATRIA Cuneo, GRUPPO OLTRE VERNANTE Cuneo, ORIZZONTI DI PACE Cuneo, SCUOLA DI PACE BOVES Cuneo, GRUPPO  EMPOLESE  EMISFERO  SUD, ZONA8 SOLIDALE-  Milano

Le più belle fotografie di Ventimiglia
venerdì 28 aprile 2017

A San Lorenzo i misteriosi giochi erotici di una coppia

Penultimo appuntamento della 14a Rassegna "L'Albero In Prosa 2017"

Penultimo appuntamento della 14a Rassegna L'Albero In Prosa 2017 con Giorgia Brusco ed Eugenio Ripepi nel GIOCO DEGLI AMANTI-Domenica 30 aprile 2017 ore 21.15 - Musiche di Zibba - testo Matteo Monforte

Sinossi: Lui, lei, una camera da letto. Due amanti impegnati in perversi e misteriosi giochi erotici fatti di ruoli, confessioni, liti, bugie, sesso, verità.
Un viaggio dentro l’intimità più nascosta di una coppia apparentemente normale, come tante, ma che nasconde tra le righe qualcosa di molto più oscuro: cosa si cela realmente dietro ai loro giochetti? Fino a che punto la finzione è così distante dalla verità?


IL TEATRO DELL’ALBERO
Sala teatro’ Samuel Beckett’
Via Vignasse, 1 – San Lorenzo al Mare (IM)
Tel. 0183 93 01 09 / Email: info@ilteatrodellalbero.it
Comunicato stampa
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Le più belle fotografie di Ventimiglia
martedì 25 aprile 2017

Ventimiglia, 25 aprile 1945, era un mercoledì...

In arrivo “Barbagiuà”, il nuovo romanzo di Enzo Iorio ambientato nella Seconda guerra mondiale. Ecco in anteprima il capitolo sul 25 aprile.

Il romanzo, in fase di ultimazione, sarà pubblicato nei prossimi mesi. Ecco in anteprima un capitolo .

 La storia
Nino è un bambino cresciuto durante la Seconda guerra mondiale. Rimasto orfano in conseguenza delle bombe cadute su Ventimiglia nel ‘43, ha vissuto innumerevoli avventure tra la costa e l’entroterra, scappando da Sanremo a Bajardo, da Pigna a Triora, forse alla ricerca dell’affetto perduto tra le macerie: dapprima ha conosciuto l'orfanotrofio, in seguito è stato adottato da una matta che voleva trasformarlo nella sua bambina scomparsa, ha vissuto la vita del bordello, la durezza della prigione, il dolore delle percosse e l’onore del silenzio. Rifugiatosi nei boschi tra i cinghiali,  è infine diventato la mascotte di un gruppo di partigiani.
Sempre affamato e a caccia di cibo, è chiamato Barbagiuà per via del suo piatto prediletto.

[...]
“Barbagiuá, non andare a Ventimiglia. È troppo rischioso!”, mi aveva detto il comandante Ortis qualche giorno prima.
Ma io, quel mercoledì 25 aprile, avevo la tasca piena di dollari e sentivo che era giunto il momento di pareggiare un vecchio conto. Non sapevo quale fosse la somma esatta di cui ero entrato in possesso, perché appena avevo cominciato a contare quelle belle banconote verdi mi ero accorto che, non avendo più toccato un quaderno a quadretti dal giorno del bombardamento in cui avevo perso tutta la mia famiglia, e senza l’assillo dei compiti quotidiani, non solo avevo dimenticato le tabelline, delle quali peraltro eravamo arrivati solo a quella del 7, ma avevo perduto anche la facilità di sommare numeri più grandi del dieci. Comunque, anche se il mio cervello si era un po' arrugginito per le quattro operazioni, sapevo ancora contare cinque biglietti da dieci, quattro da cinque e sette da uno. Insomma ero ricco!
Ripensai al tedesco ubriaco fradicio al quale li avevo sottratti poche sere prima. Non mi piaceva rubare, ma dato che in Germania usavano i marchi, mi consolava l’idea che un soldato del fuhrer che se ne andava in giro con dei dollari in saccoccia doveva averli sicuramente rubati a qualche americano, forse dopo averlo ucciso, e ciò mi faceva sentire una specie di giustiziere o, quanto meno, allontanava dalla mia coscienza il senso di colpa.
Fatto sta che con tutto quel denaro in tasca me ne scendevo verso Ventimiglia. La giornata appariva splendida e la mia bicicletta sgangherata filava verso il fondovalle che era una meraviglia.

Girava voce che la guerra fosse finita. Molti non ci credevano e, anche se qualcuno aveva sentito alla radio che a Milano e in altre città dell’Alta Italia si stavano preparando grandi festeggiamenti proprio per il 25 aprile, i miei compagni partigiani e soprattutto il comandante Ortis, tendendo l’orecchio al rombo degli aerei e all’artiglieria che continuavano a bombardare la costa, dicevano che da noi la guerra non era ancora conclusa e che i problemi sarebbero durati ancora a lungo.
“Una volta andati via i crucchi, dovremo vedercela coi francesi che cercheranno di approfittare dell’occasione per occupare tutto il Ponente dal mare fino a Briga, Tenda e oltre”, diceva Ortis e pertanto cercava di agire con grande cautela per non sacrificare inutilmente i suoi uomini e per essere pronto a qualsiasi evenienza. Quando gli avevo confidato che volevo scendere verso il mare per andare a mangiare il gelato a Ventimiglia, si era fatto una gran risata e poi, serio, aveva scosso la testa: “Bisogna stare molto attenti ai tedeschi in ritirata. Stanno minando dappertutto, Barbagiuá, e passare dai vivi ai morti è un attimo.”
Mi fidavo del mio comandante, ma l'idea di tornare nella mia città era più forte di qualsiasi rischio e perciò da qualche giorno mi ero allontanato di nascosto dall’accampamento. Ero abituato da tempo a muovermi per i boschi e le montagne da solo e, nonostante i guai in cui mi ero già cacciato in passato, ancora non avevo imparato ad agire in maniera meno avventata e testarda. Tuttavia ero preoccupato: se mi avessero preso i mangiapatate o i saloini, avrei avuto un bel da fare per spiegare dove avevo preso i dollari. Soprattutto: sarei riuscito anche stavolta a tenere la bocca chiusa sul nascondiglio e i movimenti della mia squadra?
In precedenza mi era già capitato di sopravvivere a valanghe di botte senza mai tradire i miei compagni, ma avevo sentito dire che ultimamente i tedeschi facevano delle iniezioni di una medicina che scioglieva la lingua pure ai muti e perciò dovevo stare molto attento.
Le ruote della vecchia Bianchi giravano dannatamente bene e man mano che scendevo verso il Nervia l'aria diventava più tiepida. Sentivo la primavera sulle faccia e sulle gambe, sempre nude e piene di graffi per via dei pantaloncini corti che portavo sia d'estate che d'inverno.

Mancavo da Ventimiglia da parecchi mesi e desideravo fortemente che fosse davvero scoppiata la pace. L’ultima volta che ci ero stato era ridotta a un cumulo di macerie, senza luce e affamata come un cane randagio. Provai a immaginare la città vestita a festa, con la gente che ballava per le strade gridando “Viva i partigiani”, e siccome io ero uno di loro, mi aspettavo perfino che qualcuno, riconoscendomi come tale, mi offrisse da bere e da mangiare a sbafo per le azioni che NOI avevamo messo a segno contro i nazifascisti.
Per la strada non incrociavo nessuno e il silenzio delle colline che si svegliavano lentamente in quel mattino di aprile mi mise addosso la voglia di cantare. Cominciai prima sottovoce e ben presto mi ritrovai a urlare a squarciagola...

Quell’uccellin che vien dal mare,
che viene a dire?
Che viene a fare?
Sul tuo balcon verrà a posare
un mazzolino di fiori per te.

Stonavo da far paura, ma era troppo bello sentire la mia voce che se ne andava su per il cielo come l’uccellino della canzone. Pedalando a quella velocità sarei arrivato a Ventimiglia nel giro di una mezz'ora e pregustavo già il mio gelato. Mi vedevo seduto al tavolino del bar più bello della città. Veniva a servirmi il padrone in persona, quella faccia di topo che giusto due anni addietro, afferrandomi per un orecchio, mi aveva trascinato lontano dai clienti ai quali chiedevo con insistenza un cucchiaino di zucchero sulla lingua. “Non disturbare le persone per bene, piccolo straccione delinquente!”, mi aveva detto proprio così.
Adesso mi sarei seduto allo stesso posto, avrei accavallato le gambe e avrei schiaffato un bel biglietto da venti dollari sul tavolino.
“Voglio un gelato cioccolato e fragola. Nella coppa più grande che avete. E presto, perché ho delle commissioni importanti da svolgere”, ecco avrei detto precisamente questo, e ad alta voce.
Ripetei la frase diverse volte, cambiando il tono e l’espressione, e l'effetto mi sembrava via via più severo e convincente. La cosa mi rendeva pieno di gioia, ma quando giunsi in vista del castello di Dolceacqua, mi si gelò il sangue nelle vene e il canto mi morì in gola.
All'altezza del ponte a schiena d’asino, fermo in mezzo alla carreggiata che si affacciava sul torrente, c'era un camion tedesco coricato su un fianco.
Rallentai di colpo...
Scrutando meglio, notai anche un paio di grosse motociclette militari e diversi uomini della milizia fascista armati di tutto punto.
Uno di loro mi indicò agli altri. Mi fecero segno di avvicinarmi.
Ormai non potevo più fare marcia indietro, a meno che non desiderassi prendermi una sventagliata di mitra nella schiena.
Il cuore prese a battermi come un tamburo e vidi il gelato che sognavo da mesi sciogliersi all’improvviso e colare fuori dalla coppa.
Quando fui a una ventina di metri, riconobbi il tedesco che avevo derubato.

[ continua...]

Non sappiamo se e come Barbagiuà uscirà da questo episodio, ma vale la pena citare un frammento di una Circolare del 18 aprile 1945 firmata dal Capo della Provincia di Imperia Ermanno di Marciano:

“A datare dal 21 aprile 1945 - XXIII, è vietata qualsiasi produzione e vendita di gelati. I contravventori saranno puniti con la chiusura dell’esercizio e con le sanzioni pecuniarie e penali stabilite dalle disposizioni in vigore.”


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lunedì 24 aprile 2017

25 aprile, Enzo Iorio ci regala un capitolo del suo nuovo romanzo "Barbagiuà"

Barbagiuà è il soprannome del protagonista, un bambino cresciuto durante la Seconda guerra mondiale. Domani, in occasione del 72° anniversario della Liberazione, in anteprima un capitolo del libro.

25 aprile, in anteprima un capitolo di “Barbagiuá”, il nuovo romanzo di Enzo Iorio

Domani, in occasione del 72° anniversario della Liberazione, l’autore ventimigliese pubblicherà un capitolo del suo nuovo romanzo. Attualmente in fase di ultimazione, il libro sarà dato alle stampe nei prossimi mesi.
Perché “Barbagiuà”?
Barbagiuà è il soprannome del protagonista, un bambino cresciuto durante la Seconda guerra mondiale. Il suo vero nome è Nino.
Di cosa parla il romanzo?
È la storia di Nino, appunto. Rimasto orfano in conseguenza delle bombe cadute su Ventimiglia nel ‘43, ha vissuto innumerevoli avventure tra la costa e l’entroterra, scappando da Sanremo a Bajardo, da Pigna a Triora, forse alla ricerca dell’affetto perduto tra le macerie: dapprima ha conosciuto l'orfanotrofio, in seguito è stato adottato da una matta che voleva trasformarlo nella sua bambina scomparsa, ha vissuto la vita del bordello, la durezza della prigione, il dolore delle percosse e l’onore del silenzio. Rifugiatosi nei boschi tra i cinghiali,  è infine diventato la mascotte di un gruppo di partigiani. Sempre affamato e a caccia di cibo, è chiamato Barbagiuà per via del suo piatto prediletto.
Storia vera o fantasia?
Tutto il romanzo è frutto di fantasia e, come si dice sempre in questi casi, “ogni riferimento a fatti o persone reali è puramente casuale”. Tuttavia sono convinto che la storia di Barbagiuà coincida con quella di molti bambini che hanno avuto la sfortuna di vivere durante una guerra. Ancora oggi, purtroppo, è così in molte parti del mondo, dove le ragioni dei grandi uccidono i diritti dell’infanzia e dove il male subito dagli indifesi supera qualsiasi racconto di fantasia.
Perché Ventimiglia, Sanremo, Pigna?
“Barbagiuà” è un omaggio al Ponente ligure. Per me, napoletano di origine, questa è la mia terra di adozione, il luogo in cui ho scelto di vivere e che sin dall’inizio mi affascina per le sue bellezze naturalistiche, le sue storie e i suoi sapori.
Essendo terra di confine ha subito più di altre le sofferenze e i guai della guerra. Ricordarlo con rispetto, è il minimo che si possa fare per dire “grazie” a quanti si sono battuti per la conquista della Libertà.

Leggi in anteprima un capitolo di "Barbagiuà":
Ventimiglia, 25 aprile 1945. Era un mercoledì...

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giovedì 20 aprile 2017

Le ultime sette parole di Cristo al Teatro dell'Albero

Sabato 22 aprile ore 21.15 continua la Rassegna L'Albero in Prosa 2017

Le uLTime sEtte pArolE di CRiSto
minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi
uno spettacolo di Giovanni Scifoni

PREMIO GOLDEN GRAAL 2011

Fede purissima, ateismo purissimo, superstizione purissima sono al centro di Le ultime sette parole di Cristo, l’appassionato e brillante monologo in cui un “cialtrone”, Giovanni Scifoni, attraversa con ironia i temi e i personaggi della spiritualità, scanditi dalle sette frasi evangeliche, che per sette volte sospendono il tempo e l’aria. Il cialtrone non si ferma mai,inonda lo spettatore di storie, leggende, baggianate, fregnacce, lo incalza con parole di cui sembra essersi perso il senso: peccato, misericordia, buona morte… Le infuocate prediche del canonico Rinaldo Deggiovanni, poi arriva Beda il venerabile, poi i Padri del deserto, pazzi e morti di fame, poi Dismas il buon ladrone, poi Dostoevskij, Bergman. Lo spettacolo riesce a raccontare la grande mistica con leggerezza, in un inarrestabile crescendo che cattura lo spettatore, al di là delle convinzioni personali, innescando la riflessione sulla nostra esistenza e sulla “gloria umana”. Uno spettacolo che ha saputo catturare il pubblico fino a diventare un piccolo “caso”: dopo oltre 50 repliche alla Cappella Orsini a Roma nel 2010 e migliaia di biglietti venduti, Le ultime sette parole di Cristo continua ad andare in scena anche oggi in numerose piazze e festival italiani riscuotendo sempre un grande successo.Anticamente, durante la liturgia del venerdì santo, le vetrate della cattedrale di Cadice venivano oscurate creando il buio, l’eclissi, come narrato nel Vangelo. Il vescovo saliva all’ambone e proclamava una delle ultime frasi pronunciate da Gesù prima di morire, poi si prostrava davanti al crocifisso e i fedeli meditavano con lui, qualcuno suonava uno strumento.E così sette volte. Col tempo la Chiesa ha perso quest’usanza, che torna a vivere in palcoscenico, dove due musicisti, Maurizio Picchiò e Stefano Carloncelli, evocano le antiche sonorità della tradizione cristiana e un uomo magro e barbuto, il cialtrone, si agita forsennato per lo spazio, prendendo spunto dalla liturgia quaresimale per investigare l’anima umana e il silenzio di Dio.


IL TEATRO DELL’ALBERO
Sala teatro ’Samuel Beckett’
Via Vignasse, 1 – San Lorenzo al Mare (IM)
Tel. 0183 93 01 09 / Email: info@ilteatrodellalbero.it
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PERT, vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini

A Ventimiglia il nuovo spettacolo teatrale di Aldo Rape' dedicato al grande presidente Sandro Pertini

Mercoledì 26 Aprile alle ore 21,00 - al Teatro Comunale
E' ovviamente in programma anche a Ventimiglia - Mercoledì 26 Aprile alle ore 21,00 - al Teatro Comunale ad ingresso libero e gratuito, il nuovo spettacolo di “PRIMAQUINTA TEATRO” di Aldo Rapè “PERT – Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini” scritto dallo stesso Aldo Rapè con il fratello Giuseppe e la supervisione alla regia di Lauro Versari.
Con il sostegno e il supporto logistico di “LIBER theatrum”, il patrocinio e il fondamentale contributo del Comune e dell'Assessorato alle Manifestazioni, è stato naturale mettere in calendario, per la messa in scena di uno spettacolo certamente emozionante, anche Ventimiglia, città dal grande valore affettivo per “Il Presidente di tutti gli Italiani” (come lo stesso Pertini amava definirsi) che qui amava fare una sosta quando possibile, per salutare un caro compagno del periodo della Resistenza. La data ventimigliese arriverà dopo la replica di Lunedì 23 Aprile alle ore 18,30 a Nizza, dove Sandro Pertini visse in esilio quasi tre anni, con la messa in scena presso il Teatro del Consolato Generale d'Italia e quella del 25 Aprile alle ore 21,00, in occasione delle celebrazioni del Giorno della Liberazione, fissata a Stella, in provincia di Savona, dove Sandro Pertini nacque nel lontano 1896!
“Pert” è uno spettacolo andato in scena per la prima volta pochissime settimane fa presso il Teatro Comunale “R.Margherita di Caltanissetta” nella stagione 2016/2017, con la Direzione Artistica di Moni Ovadia, che lo ha fortemente voluto e sostenuto e dopo altre date tra cui Belluno e Caserta, ora arriva anche qui al confine tra Italia e Francia, dove Aldo Rapè è sempre molto atteso e gradito ospite, dopo essersi fatto conoscere e apprezzare tantissimo grazie a “MUTU – La legge del silenzio” con cui è stato premiato dalla Stampa francese nel 2013 come miglior spettacolo straniero ad Avignone, il più importante Festival teatrale d'Europa.
Innumerevoli, nell'occasione, i patrocini ricevuti: dal CO.A.L.C.IT e Dante Alighieri (entrambe Associazioni di “Italiani all'estero” di Nizza) alla COOP Liguria Sezione Soci di Ventimiglia; dall'Ass. XXV Aprile/ARCI a A.T.A.PE. di Ventimiglia (Ass. Traansfrontaliera Alessandro Pertini) e ancora l'Istituto Storico della Resistenza di Imperia, le sezioni di Ventimiglia e Bordighera dell'A.N.P.I. (Ass. Nazionale Partigiani d'Italia) e FIVL (Federazione Italiana Volontari per la Libertà).
“PERT – Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini” è dedicato in particolare all’Uomo Sandro Pertini. Un viaggio negli anni caotici e cruenti della Resistenza attraverso il partigiano ligure che un giorno diverrà Presidente. La sua vita come cartina di tornasole della drammaticità che è insita in tutte le grandi scelte dell’esistenza. Un racconto di un uomo di ESEMPIO, in un’epoca dove sono rimasti solo uomini di parole e dove la libertà di parola è divenuta parola in libertà.
Uno spettacolo lungi dal narrare semplicemente le gesta straordinarie di un eroe vissuto in un determinato contesto storico, ma che vuole essere anche e soprattutto una riflessione profonda sui grandi interrogativi dell’uomo di ogni tempo. Il valore della libertà, l’impegno politico come bussola dell’intera esistenza, la coerenza e la fedeltà alle proprie idee come disciplina di vita, l’ascolto obbediente alle voci profonde della coscienza, il sacrificio della propria sfera personale a favore dell’impegno per il bene comune. Un racconto di immagini, suoni, parole sublimate dal linguaggio poetico del teatro.
Il partigiano Sandro Pertini come figura universale di ogni combattente che in ogni tempo e ad ogni latitudine ha avversato la tirannide, l’ingiustizia sociale e l’oppressione. Una cronologia dell’anima narrata attraverso i fatti nodali della vita di Pertini, quelli che hanno determinato i passaggi fondanti di un’intera esistenza, per trarre una lezione per l’oggi. In un momento di grave crisi ideologica dove l’azione politica si è svuotata di riferimenti alti di pensiero per ridursi a becero tatticismo e a convenienza bassa del momento, recuperare la figura di Sandro Pertini può servire da antidoto efficace per un impegno rinnovato di tutti.

Una storia sullo sfondo della “Resistenza” come scenario privilegiato del riscatto morale e civile di un intero popolo. “Resistenza” intesa non solo nell’accezione storica della lotta partigiana al nazi-fascismo in Italia, ma anche nel suo significato di battaglia interiore per rompere gli argini dell’intimismo e del mero soddisfacimento dei propri bisogni personali in favore dell’impegno per la costruzione di un domani migliore per tutti. Un modo per imparare ad essere sempre partigiani. Partigiani nel significato più bello che questa parola può assumere. Il partigiano come uomo di parte, che lungi dall’essere fazioso, professa con coerenza il proprio credo personale, si assume la responsabilità delle proprie scelte, prende posizione e non resta nella vaghezza, sa riconoscere il bene dal male, non si lascia comprare da nessuno. Partigiano come visionario del futuro e non come utilizzatore del presente.
INFO: 3386273449 – liber.theatrum@gmail.com – www.libertheatrum.com

Comunicato stampa

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