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Dedicato a "I Giusti" il nuovo spettacolo curato da Diego Marangon per la "Giornata della Memoria"

La sceneggiatura è ispirata a una molteplicità di autori: da Anna Frank e Yitzhak Katzenelson a Hannah Arendt e Claude Lanzmann, da Jorge Luis Borges ad Antonio Gramsci, da Laurent Binet a Bob Dylan


Associazione Culturale "LIBER theatrum" ancora protagonista anche per le celebrazioni nell'estremo ponente ligure della "Giornata della Memoria 2017" con tre momenti distinti, sempre ad ingresso libero, dedicati al ricordo dell'olocausto e della Shoah, il tutto con il patrocinio e il sostegno della Città di Bordighera, oltre che della Città di Ventimiglia e il contributo di COOP Liguria Sezione Soci di Ventimiglia. Primo appuntamento fissato per Mercoledì 25 alle ore 16.00 presso la Biblioteca Civica Aprosiana di Ventimiglia per un incontro aperto con regista e attori per la presentazione e drammatizzazione del nuovo lavoro teatrale. Due giorni dopo, Venerdì 27 Gennaio, messa in scena vera e propria dello spettacolo a Bordighera presso il teatro del Palazzo del Parco, la mattina alle ore 10.30 riservato agli studenti delle scuole superiori e la sera alle ore 21.00 aperto al pubblico.

Per il quarto anno consecutivo, quindi, e dopo "Con i miei occhi" - "Io c'ero" e "In memoria" ecco un ulteriore capitolo teatrale che il regista Diego Marangon, con le coreografie per i balletti di Erica Cusumano, dedica al genocidio perpetrato dai nazisti in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale, non solo nei confronti degli Ebrei. Questa volta però l'obiettivo vien spostato, concentrando l'attenzione su "I GIUSTI", cioè tutti quegli individui che, non ebrei, rischiarono la  propria vita e quella dei propri familiari, per aiutare e salvare quella del maggior numero di persone, ebree in particolare, perseguitate e braccate dalla Gestapo. Nessun nome e storia specifica in particolare, ma l'analisi di un atteggiamento, un comportamento, una serie di azioni lodevolissime e di grande umanità, tenute nascoste e mai rivelate dai protagonisti positivi e attivi di questi veri e propri atti di eroismo universale.

La sceneggiatura si è così ispirata a una molteplicità di autori: da Anna Frank e Yitzhak Katzenelson a Hannah Arendt e Claude Lanzmann, da Jorge Luis Borges ad Antonio Gramsci, da Laurent Binet a Bob Dylan, recentemente insignito del Premio Nobel per la Letteratura 2016.

Non è facile in periodi cupi e terribili prendere posizione contro una dittatura che si alimenta di terrore e morte, aiutare chi ha bisogno, chi è perseguitato, cercare di salvargli la vita, ma ciò è avvenuto. Nell'animo di molte più persone di quante si immagini qualcosa è scattato, a dispetto del pericolo e del rischio che si corre, perché "non si può sempre voltare la testa e fare finta di non vedere". Perché una vita così forse non è neppure degna di essere vissuta e fatta vivere alla propria famiglia. Ecco allora che anche chi ha tutto da perdere, decide di dare un senso ulteriore alla sua esistenza, di non farla trascorrere in maniera apparentemente tranquilla e anonima, di fare diventare e considerare suoi figli i figli degli altri, cercando di dare loro una speranza in un mondo migliore. Queste persone, che quasi ignorano l'istinto di sopravvivenza, che rischiano tutto per gli altri, considerando bene i figli e il futuro, sono indubbiamente persone speciali, definite però semplicemente "GIUSTI" proprio perché hanno capito da che parte stare, che cosa fare e chi aiutare. Fortunati coloro che li hanno incontrati e conosciuti nel momento del bisogno, fortunati tutti noi che grazie a loro non perdiamo la speranza in un mondo meno buio, in cui la bontà dell'uomo, l'ordine, la pace e la serenità possano tornare a vedere nuove albe.

Perché "chi salva una vita è come se salvasse il mondo intero".


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