martedì 8 agosto 2017

Notti di Mediestate e delle Perseidi, Ventimiglia rievoca il fascino della Storia

 Agosto Medievale 2017  - Reportage dal cuore della rievocazione storica 


Reportage dal cuore della rievocazione storica
(notte delle perseidi: a.d. 2017, li 4 del mese di agosto)

Uno sguardo femminile sulla storia della contea di Ventimiglia o le donne protagoniste di un lungo medioevo storico? Il tema proposto per la rievocazione storica di quest’anno è molto intrigante e i Sestrieri non si sono sottratti alla messa in scena.
Tra la notte di media estate e la notte delle perseidi (3 e 4 agosto 2017), un folto pubblico è rimasto affascinato dalle locations suggestive ricreate ad hoc nella città alta. Il percorso consente di perdersi tra i carrugi per riscoprire il fascino di un centro medievale, e addentrarsi in uno dei borghi tra i più articolati e complessi quantomeno in Liguria e oltre. L’itinerario suggerito nella ricca e utilissima brochure indica il percorso storico-cronologico delle protagoniste di questa edizione 2017. Allora dalla regina Giovanna d’Angiò (XIV secolo) a Renata, ultima discendente del ramo dei Ventimiglia-Lascaris, conti di Tenda (XVI secolo) sono sei le dame che intrecciano la storia della città.

 Ci muoviamo lungo via Garibaldi, dove è davvero vivace l’ambientazione di taverne, osterie, botteghe e mercati medievali. Noi da qui non possiamo seguire un tale percorso: la rievocazione storica in ogni caso non lo richiede! La tematizzazione di quest’anno è una proposta affascinante, e i Sestrieri hanno sviluppato una sorta di filo rosso nella rievocazione. Il filo rosso è quello della memoria, che ha avuto buon gioco nell’interpretazione delle biografie femminili, legate per qualche verso al territorio intemelio. Con l’escamotage della memoria i profili femminili hanno preso vita, nelle declinazioni narrative più diverse:
- per Giovanna d’Angiò è l’oblio del passato. Non avere memoria, cioè lasciarsi alle spalle una vita di congiure ha il prezzo del tormento di notti da incubi! Così la geniale trovata del Cuvento è quella di confinare nel sogno di un processo mai celebrato nella storia, le sorti di una regina che sfugge le proprie colpe, per restarne intrappolata, tra sogno e realtà.
- Per Claudina Grimaldi la memoria sul letto di morte fluttua nell’evocazione dei momenti salienti della sua avventura brevissima di responsabilità di governo. L’Auriveu centra così tre flashback, impreziositi dal suono dell’arpa e allestisce l’accurata scena di un matrimonio, preceduto da un omicidio, per finire con un’abdicazione.
- Per Margherita del Carretto è una svolta storica - l’uccisione del marito e la congiura - il fulcro narrativo che tratteggia in modo del tutto originale il personaggio: tra passato, presente e memoria da restituire a noi! La Marina, con la definizione celebrativa di Nostradamus, crea un allestimento ricercato nei particolari e ricco nel linguaggio storico-interpretativo della messa in scena.
- Per Anna di Savoia, ultima contessa di Tenda, si scatenano i ricordi premonitori, in un momento drammatico come l’avanzare del calvinismo tra le valli dell’amata contea. Con una bella ricostruzione di quadri scenici, il Campu indaga le preoccupazioni dell’anziana contessa, tra i giochi leggiadri delle bambine a palazzo e le raccomandazioni da lasciare al figlio.
- Per Beatrice del Portogallo sono i fantasmi del tragico vissuto a riallacciare la trama della sua vita, tra affari di corte e governo del popolo. La Ciassa con un ampio approfondimento, ha scelto di portare in scena la complessa storia di una donna di potere, attraverso una recitazione intensa e corale, che ha restituito nelle sue sfaccettature più umane una donna relegata al trono.
- Per Renata d’Urfé è una voce autobiografica che ci accompagna dentro il racconto delle sue memorie. Il set suggestivo del sagrato di S. Michele racchiude il quadro narrativo dalla nascita alla cessione del feudo. La scena del Burgu è mossa dal vociare dei bambini e dall’irrompere maestoso di un cavallo, messaggero delle sorti della contea.
La mappa, fornita per girare il centro storico, localizza le piazze delle rappresentazioni dei Sestrieri e lascia a noi di fatto libero accesso alla “storia”. Un tempo forse l’ingresso dalla “scala santa” avrebbe portato i ventimigliesi direttamente in piazza S. Michele, sebbene la salita lago fosse la più immediata per raggiungere gli snodi delle attività commerciali (piazze Rocchetta e delle Erbe) e il fulcro nevralgico delle attività politico-religiose in via Garibaldi e alla piazza della Cattedrale.
I nizzardo-piemontesi, insieme ai notabili di Latte e Grimaldi invece sarebbero giunti, costeggiando i bastioni, da porta Nizza; mentre quelli della val Bevera potevano entrare in città anche da porta Piemonte. Immaginare gli ingressi al centro storico, nel quadro dello sviluppo urbano di Ventimiglia, ci ha fatto riflettere sulla centralità e sul grande lavoro svolto dai Sestrieri per quanto riguarda la rievocazione.
Con le rievocazioni dei “Sei personaggi femminili nella storia ventimigliese” i Sestrieri hanno esplorato il tema in maniera efficace, ci hanno proposto una interpretazione memorialistica delle biografie delle dame; molto suggestiva nella drammatizzazione scenica.
Qua sta proprio la fatica dei Sestrieri: nella rievocazione, in cui tante sono le abilità messe in gioco. Ci devono essere: una lettura originale del tema assegnato; la drammatizzazione del soggetto; la ricerca storica per la messa in scena; la ricostruzione meticolosa di ambienti e particolari che ci raccontano gli usi del tempo; l’allestimento scenico e la resa scenografica. Chi ha assistito alle notti di rievocazione ha potuto apprezzare tutto ciò! E ora, passata la parola ai giudici invitati per critiche e nuovi suggerimenti, attendiamo il conteso verdetto per lunedì, dopo il corteo storico…
Intanto a voi quale quadro è piaciuto di più?!
Redazione



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