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Ultimo week end per la "Venere degli stracci" alle Gianchette

Ancora pochi giorni per visitare l'installazione di Pistoletto organizzata dai volontari delle Gianchette a Ventimiglia.



   di Enzo Iorio   

VENTIMIGLIA - Chiesa di Sant'Antonio alle Gianchette.
13.000 persone provenienti da 50 paesi diversi, 150.000 pasti caldi somministrati, centinaia di volontari che si avvicendano per 440 lunghi giorni di amore, sudore, sofferenze, sorrisi, pianti, balli, canti, preghiere. Migliaia di vite che si incontrano, si confrontano, si intrecciano e si fondono. Insieme. Contro le polemiche, contro la burocrazia e contro le barriere di un'Europa sorda e pavida.

Oggi la Chiesa di Sant'Antonio alle Gianchette, una piccola parrocchia di periferia sulla riva sinistra del fiume Roja, è tranquilla. Sono le dieci del mattino di un sabato soleggiato. È appena terminata la consueta distribuzione gratuita del pane e adesso, a parte qualche volontario, non c'è quasi nessuno. I visitatori arriveranno più tardi, come accade ormai ogni week end da qualche settimana.
Il cortile che ha ascoltato centinaia di idiomi diversi, è percorso dalle grida di un manipolo di bambini che giocano a pallone e che calciano stando bene attenti a non oltrepassare la linea immaginaria che li separa dalla Venere. 
Eccola qui, 3 metri di bellezza greca, sinuosa e candida, col volto affondato in una montagna di panni usati, gli indumenti indossati da persone che sono sopravvissute al mare, ai deserti e ai campi di prigionia.

È la versione XL di un'opera di arte povera che Michelangelo Pistoletto (classe 1933 e sculture collocate nei più grandi musei del mondo) propose la prima volta negli anni '60 e che oggi ha offerto all'umanità ospitante delle Gianchette. Questa statua è diventata il fulcro di un discorso più ampio, attorno a cui l'intera comunità di volontari guidata dal sacerdote Don Rito Alvarez ha costruito una narrazione fatta di video, fotografie e disegni che testimoniano il passaggio in questo luogo di tante anime migranti. Il risultato è un libro aperto che parla al cuore e alla mente. 

Ho chiesto alla volontaria di turno, Fulvia Semeria, di raccontarmi qualcosa di più e lei, gentilmente, lo ha fatto. Ecco il video...




La Venere degli stracci


Dal 18 maggio al 20 giugno 2018.
Ventimiglia, Chiesa di Sant'Antonio alle Gianchette

A cura di
Caritas diocesana di Ventimiglia-Sanremo – Ventimiglia CONfine solidale, in collaborazione con Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea,  Associazione Pigna Mon Amour di Sanremo e spazio5 Bolzano.


Dalla pagina Facebook dedicata all'evento:

La bellezza alle gianchette Noi l'abbiamo vista e trovata dalla prima volta che siamo entrati .
La bellezza degli sguardi nella sofferenza, quella degli sguardi nella pietà e nella compassione .
Abbiamo vissuto le Gianchette dall'esterno con il conforto di sapere che esistevano : c'era un luogo nel mondo in cui gli ultimi venivano accolti, ma non per dovere e per necessità, ma venivano accolti per amore .
Esisteva un posto che qualunque cosa ti fosse successa Ti apriva le porte.
Esisteva un posto al mondo in cui chi Ti riceveva Ti sorrideva e amava .
Una volontaria ha detto: nella mia vita c'e' un prima delle Gianchette e un dopo le Gianchette, nulla e' più stato uguale.
Oggi le Gianchette non accolgono più i migranti, ma non sono vuote e continuano a trasmettere calore umano attraverso i racconti dei "suoi" volontari, gente alla quale i 440 giorni di apertura del centro hanno cambiato la vita.
Ancora oggi entrare alle Gianchette e' un'esperienza di incontro e di scambio, entri nudo ed esci con il cuore pieno.
Anche Michelangelo Pistoletto e' stato alle Gianchette ed ha promesso di ritornarci con una sua opera, la Venere degli stracci.
Dice l'artista a proposito del progetto:
“Cinquant’anni fa ho realizzato la Venere degli stracci. Gli stracci rappresentano il passaggio delle persone dentro tutti questi vestiti, questi vestiti ormai degradati. La Venere, venendo dal passato, come simbolo di bellezza e di speranza, ridà vita, rigenera questi stracci”.
Un accostamento provocatorio nel quale l’impiego di un materiale di scarto come lo straccio è qui fondamentale componente materica e cromatica adoperata per accogliere la bellezza.
Con irriverenza il bello ideale si contrappone alla realtà del quotidiano nel passaggio conclusivo di un percorso nel quale lo straccio rinasce con la Venere, per diventare forma e colore.
Gli stracci non sono stoffe, sono abiti. Dentro ad ogni straccio è passata almeno una persona. Quindi c’è l’umanità, tutto quello che l’umanità ha vissuto e che rimane come residuo e la Venere rigenera la fine”. Una rigenerazione che qui si fa attiva e partecipativa, nel tentativo di donare nuove e mutevoli appartenenze a chi, in viaggio verso l’ignoto, è troppo spesso reso invisibile dalla perdita della propria identità.
Un testamento poetico, dal quale però forte si alza la voce contro l’attuale drammatica situazione nel Mediterraneo. La Venere degli stracci cerca sull’isola di Lampedusa, che l'ha ospitata prima di arrivare alle Gianchette , l’energia per la sua “rinascita”: una ricerca volta a superare i confini tra arte e vita – attitudine che da sempre accompagna Michelangelo Pistoletto – per contribuire a ri-costruire Approdi e svelare Rinascite – A/R.
La Venere a Ventimiglia raggiunge, quindi, un secondo confine per poi toccare quello del Brennero.
Un invito, quello dell’artista, ad assumersi la propria responsabilità sociale verso la costruzione di una memoria collettiva e molteplice del Mediterraneo, con Lampedusa e le Gianchette al centro, non solo di migrazioni ma del dialogo, di relazioni, di ponti culturali oltre che umanitari .


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Pubblicato da Enzo Iorio:
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