Un itinerario sensoriale tra profumi di basilico, croccante focaccia e segreti antichi custoditi tra mare e monti.
Spesso chi viene a trovarci si ferma al pesto, ma io voglio portarvi molto oltre. Sapevate che la nostra celebre focaccia di Recco ha radici che affondano nel XII secolo? Si narra che i liguri la preparassero per sfuggire alle incursioni dei pirati saraceni, rifugiandosi nell'entroterra e usando i pochi ingredienti a disposizione: farina, acqua e quel formaggio fresco che oggi la rende leggendaria.
E che dire del 'Prebuggiun'? Questo mix di erbe spontanee che raccogliamo lungo i sentieri a picco sul mare è l'essenza stessa della nostra resilienza: la capacità di trasformare ciò che la natura offre spontaneamente in un capolavoro di sapore.
Il mio consiglio da 'local'? Non fermatevi ai ristoranti turistici sul lungomare. Inoltratevi nei vicoli stretti, i nostri 'carrugi', e cercate le antiche sciamadde. In questi locali storici, tra forni a legna che bruciano da decenni, potrete gustare la farinata calda, sottile e dorata, o la torta Pasqualina con i suoi leggendari trentatré strati di sfoglia, uno per ogni anno di Cristo, come vuole la tradizione religiosa locale. Per un'esperienza davvero autentica, acquistate un cartoccio di frittura di paranza dai pescatori a Camogli e mangiatelo seduti sul molo al tramonto. Accompagnate tutto con un calice di Vermentino o Pigato: sentirete la sapidità del mar Ligure in ogni sorso.
La Liguria non si visita solo con gli occhi, si morde con l'anima.
Vi aspetto a tavola!





