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Il libro in tasca: La verità sul caso Harry Quebert, di Joël Dicker

''La verità sul caso Harry Quebert'' è un fiume in piena, travolge il lettore e lo calamita dalla prima all'ultima pagina."




   di Enzo Iorio   

La verità sul caso Harry Quebert
Joël Dicker
Traduttore: V. Vega
Editore: Bompiani
Collana: Tascabili narrativa
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 giugno 2016
Pagine: 775 p., Brossura

La presentazione ufficiale:

Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito.
Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan.
Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta.
Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzodi grande successo.
''La verità sul caso Harry Quebert'' è un fiume in piena, travolge il lettore e lo calamita dalla prima all'ultima pagina. E' il giallo salutato come l'evento editoriale degli ultimi anni: geniale, divertente, appassionante, capace di stregare prima la Francia, poi il mondo intero.
Titolo originale: ''La Verité sur l'Affaire Harry Quebert'' (2012).



Non mi è piaciuto!

Innanzitutto avete bisogno di taaaanto  tempo, per leggerlo tutto. E di una tasca piuttosto capiente! Sono quasi 800 pagine. Io me lo sono sciroppato sul mio Kobo quest'estate, torridamente impegnato in una contemporanea lotta contro zanzare tigri, pappataci e moscerini di tutte le risme, mantenendo sempre un contatto diretto (diciamo tête-à-tête) con un vecchio ventilatore a pale. 
Il romanzo di Joël Dicker, ginevrino, classe 1985, è costruito come se fosse il saggio finale di un corso universitario di narratologia, con specializzazione nella detective story. È fluido e ben congegnato. Qui, l'espediente narrativo del libro nel libro, potenziato anche da massicce dosi di autori che parlano di autori (o, se preferite, narratori che citano narratori), è portato ai massimi gradi. 

Si parte da una banale storiella d'amore tra uno scrittore/professore mezzo fallito e una adolescente della provincia americana che ama leggere, scrivere, e naturalmente i grandi scrittori. Amori torbidi, pedofilia (niente sesso, comunque, il tema è trattato con garbo e "romanticismo"). Personaggi quasi sempre poco credibili. Allora perché ne parlo? Perché al di là di tutto è scritto bene e a molti può piacere, soprattutto per i motivi tecnici cui accennavo all'inizio. Messo a paragone con altri autori di storie "avvincenti" rimane parecchio indietro: senza internazionalizzare troppo il confronto, basti fare i nomi dei nostri Lagioia e Carrisi, per esempio, che pur diversissimi tra loro, imprimono alle pagine scritte quella vibrazione che qui non riesce a germogliare.

Il libro ha vinto parecchi premi tra i quali: il Grand Prix du roman de l’Académie Française nel 2012 e il Prix Goncourt des lycéens, sempre nel 2012. È stato tradotto in oltre 25 paesi. 
Bah!

Concludendo, vi lascio - manicheisticamente - due giudizi presi a caso dalla Rete:
Non posso che concordare pienamente con il giudizio dei pochi lettori che considerano questo libro mal scritto, con una trama che non tiene, non spiega e non torna, popolato di personaggi assurdi e quasi tutti schizofrenici. I dialoghi sono banali, l’intreccio volutamente arzigogolato per sembrare avvincente. Perdibile.
Nonostante la mole del libro, la lettura è stata rapidissima, con questo romanzo di meritato successo Dicker tiene il lettore incollato dalla prima all'ultima pagina. Scrittura scorrevole e per niente banale. Come mio primo approccio ai "gialli" è stato ottimo. ATTENZIONE: può creare dipendenza! 
Leggetelo senza pregiudizi e.... come se non ci fosse un domani.






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